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utente anonimo in E' da moltissimo che...
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ciao a tutti...
sempre di passaggio, correndo e scappando (?) vi mando un saluto festoso.
Altre avventure mi attendono!
Nel frattempo, continua la storia entusiasmante che tanto mi state richiedendo (?) ...
ragazzi, almeno per finta scrivete un commento.. o lo devo scrivere io da anonimo?
che trisgège!
LA SPIRALE ROSSA - CAPITOLO 2
Il forte odore dei sigari cubani e l’amarezza degli anni ’60 pervadevano l’animo di Nick Bagnarol. La nave in partenza da Cape du Uacc’ lo rendeva nervoso ; la missione era difficile, avrebbe preferito una regata al bordello metropolitano di China Town… la missione era veramente difficile.
Gli scagnozzi di Tzumani Yan erano giá al porto e avevano cominciato lo scarico delle armi. Nick Bagnarol non poteva far altro che guardare senza intervenire : il callo che affliggeva l’alluce del suo piede sinistro gli rendeva impossibile qualsiasi movimento… al porto si sa, c’é sempre un po’ di umiditá.
Il capitano Boccasana Lavuoiunamentina, figlio di Saila Menta, di chiare origini cinesi e dell’ inglese All Mentolipton, era tenuto in pugno da Tzumani, costretto a fare dieci viaggi al mese e a rischiare la pelle per quel bastardo !!
Un insistente squillo della cabina telefonica dietro di sé attiró l’attenzione di Nick Bagnarol : « Cazzo ! Solo due gocce di Drop Schul e avresti potuto sventare lo sbarco delle armi ! » disse la voce dall’altro capo del telefono.
« Merry… sei tu ? »
« No, sono Babbo Natale idiota !!! »
L’agente Merry Christmas era l’infiltrato nella triade, e come secondo lavoro pubblicizzava il callifugo Drop Schul… era duro sostenere una famiglia ebrea di dieci figli.
“ Nick, quel bastardo d’Epidauro é stato ammazzato, e la pergamena é ora nelle mani dei Cavalieri.”
“Solo Drago Baldo ci potrá salvare! Attivala subito!”
to be continued... come sempre.
Riusciremo ad andare avanti e a trovare una soluzione.
Non siamo i primi ad iniziare dal nulla...
nulla che è tutto in realtà se guardiamo da un altro punto di vista.
Abbiamo noi.
Questa è la nostra forza.
La vita non è fatta di certezze, e dobbiamo iniziare a scrollarci di dosso queste convinzioni con cui ci siamo costruiti il nostro rassicurante schermo protettivo.
Partiamo con la nostra nudità e io ne sono felice... perchè è così che la vita ha inizio da sempre.
E noi stiamo nascendo
insieme.
Rieccomi velocemente ad aggiornare questo blog che, diciamolo, era nato per passare il tempo nei momenti morti del mio lavoro...
Ragazzi! Dopo mille avventure ed entusiasmanti giornate all'insegna del "non mi sposo più!" alla fine sono riuscita a trovare un cantuccio bellino bellino dove far mangiare sti quattro disgraziati degli invitati... ovviamente rigorosamente fuori dallo schema "andiamo in quella fantastica sala ricevimenti, che un tempo era un castello con ponte levatoio, dove un'orchestra di 20 musicisti ci allieterà mentre mangeremo pietanze insulse dal dubbio sapore, che però, per carità, fanno scenografia, e camerieri in frack ci riempiranno i calici e i cohones standoci, come si suol dire, in culo in culo..."
Vi rendo partecipi di una giornata tipo passata alla ricerca del ristorante.
La parte più bella in assoluto è stata quando la marmitta della macchina della mia amica Elena (ve la consiglio come personal training nell'organizzazione dei ricevimenti!) ha pensato bene di staccarsi o quasi, nel bel mezzo della selva di Fasano. Trovare un meccanico all'ora di pranzo tra le contrade di questo posto è impresa ardua!
1. Incontriamo un tipo che con un accento strano e al quale mancava anche qualche consonante ci dice: "Andae a Gavaghigo!"
Noi: "Eh?"
Ripete qualcosa di indecifrabile e al terzo tentativo desistiamo e decidiamo di proseguire nella ricerca.
2. Ci imbattiamo nel cartello per "Contrada Mammonimilla" e rimaniamo quei 5 minuti buoni a ridere nel cercare di pronunciarlo (non credo comunque sia questa la contrada).
3. Avvistiamo un posto con vari negozi, tra cui uno di ricambi per auto, in una contrada che aveva una certa assonanza con Gavaghigo. Chiediamo a un altro tipo e ci dice che c'era stato, ma un paio d'anni prima.... ! (ne segue una riflessione sul mondo in cui vive l'uomo senza consonanti di cui sopra...)
4. Proseguiamo affidandoci alle indicazioni per un nuovo meccanico... ore 12.45
5. Approdiamo in uno spiazzo dove è presente l'insegna di un carrozziere, ma, ormai avvezze a trovare tutto inabitato... non c'era nessuno. Tranne una signora che parlava al cellulare: "Meh, e quindi tutto bene? Meh, sono contenta... meh basta che state bene... aspe aspe che stanno due signorine...meh ci sentiamo, ciao ciao. Signorine che cosa volete?" - "Signora, volevamo il carrozziere, ma è chiuso" - " E quello è mio figlio, che è andato in Grecia con la moglie, che mo stavo parlando, che non mi fate pensare che mi viene da piangere..."
e....
sorprendentemente...
inizia a piangere!
Io ed Elena ci guardiamo con aria interrogativa e sguardo da pre-sganasciamento, e cerchiamo di consolare la signora facendo notare che in fondo il figlio è lì in vacanza... e io, inspiegabilemente ME NE ESCO con: "Signora, che io c'ho una sorella che vive in Grecia!!"
Alla signora torna il sorriso, mi guarda con occhioni da cerbiatta e dice: "Veramente? Tua sorella vive là? meh meh... " (della serie allora posso stare tranquilla, è un paese dove vivono le persone!!!!!)
Bene, ripresa la situazione in mano, la signora ci chiede cosa dovevamo fare... e noi spieghiamo che la marmitta si sta staccando e che in effetti più che un carrozziere (credo che quel giorno per entrambe sia stato di rivelazione per la differenza di questi mestieri) ci serve un meccanico.
"E meh, andate dall'altro mio figlio, che è meccanico!"
(dimenticavo, tra un cosa e l'altra la signora ha anche detto ad Elena di avere una faccia conosciuta: "Ma che tu ti fai i capelli da mia figlia?... che lei è parrucchiera qua sopra...") sguardi perplessi...
La signora infine ci spiega come arrivare (faccio notare che praticamente andavamo in giro inquinando allegramente la selva di Fasano...) e però... e sì... c'è un però: "Ma mo a quest'ora quello va a mangiare... vabbè, fate così, voi andate e citofonate, e dite che vi manda la madre!! E sì, sì, non vi preoccupate, fate così!"
Ringraziamo la signora che sembra piuttosto un personaggio di David Linch e riusciamo a far saldare la marmitta dal gentilissimo figlio della signora: costo euro 5.
Ne è derivato un dibattito sulla bellezza e genuinità delle persone del nostro fantasticissimo sud.
Per la cronaca, tra sfighe - gasteme e risate è stato proprio quel giorno che ho trovato il posto che poi ho scelto.
Gentaglia buongioooooorno! (o buon pomeriggio)
sono velocemente di passaggio nella mia terra natia, con l'iniziale proposito di rilassarmi e dedicarmi anima e core ai miei fantasticissimi amici... invece mi sono trovata risucchiata nel vortice dei preparativi di un matrimonio... il mio!
Le mie apparizioni qui si faranno sempre più rade, ci sono mille cose da organizzare, ma cercherò di rendervi partecipi. Purtroppo la fretta fa parte di me ormai, e mi dispiace non poter raccontare gli ultimi strepitosi sviluppi della mia esistenza.
La cosa più bella in assoluto (e anche più... come si dice quando una cosa ti toglie le energie? DEENERGIZZANTE?) è cercare di far cambiare idea a tutta questa gente (genitori compresi) legata alle tradizioni più sfarzose che esistano per un matrimonio a d'oc. come dio comanda.. etc etc...
Vabbè, per farla breve, il mio obiettivo sarà abbattere i cliché e fare un matrimonio che sarà definito "da pezzenti".
Vi terrò informati.
Ah... dimenticavo... vi lascio con il primo capitolo de "La spirale rossa".. so che molti ne hanno reclamato il seguito...
CAPITOLO 1
Era il
Il maestro Yanchow dei dieci tesori, alchimista delle piú potenti combinazioni chimiche e depositario della somma sapienza speziale (cuoco), aveva fondato la scuola Sichuan dell’ordine N’ Ufrin Nav Set Mar, di chiare origini egiziane.
Nel corso dei millenni fedeli servitori di questa scuola rimasero i cavalieri Nav Set Mar, e Altmann fu il degno erede.
La scuola si era affinata nell’estrazione del potente veleno del pesce palla, dal quale si ricavava un inchiostro letale. Se Pino Tauro non fosse morto per mano di Altmann, avrebbe trovato la sua fine in maniera ben piú atroce.