utente anonimo in l'ottimismo cosmico
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utente anonimo in E' da moltissimo che...
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E' da un po' di anni che a causa del mio lavoro mi ritrovo spesso a contatto con persone in procinto di partire, o già partite per le vacanze...
Quando ci sono momenti di attesa… tipo in aeroporto per una partenza o per un arrivo, mi capita di osservarli… mi piace mettermi nei loro panni e provare a pensare a cosa gli passa per la mente… quasi mi commuovono le sensazioni che mi trasmettono, e mi sorprendo travolta da un magone inspiegabile manco fossi io a dover finalmente partire!
E’ bello guardare turisti senza la minima abbronzatura in pantaloncini e infradito carichi di aspettativa e fiduciosi nel bel tempo quando in Sardegna è prevista pioggia o già pioviggina al loro arrivo…
E’ bello avvertire quella spensieratezza e voglia di rilassarsi che risulta più forte anche quando sorgono problemi con la camera d’albergo prenotata… o quando non ci sono escursioni in programma…
Un po’ meno bello invece quando la gente decide di essere se stessa (id est: rompi cocomeri) anche in vacanza.
Mi piace guardare quelli che al check in sono languidamente sereni nell’attesa di una carta d’imbarco per San Pietroburgo, malgrado siano le 4 del mattino e io quasi non riesco a mettere a fuoco l’ora di decollo sul terminale.
Tutto sommato mi piacciono anche i discorsi banali sul tempo che ci sarà o sull’eventuale puntualità dell’aereo… sono sempre gli stessi da sempre, ma si tratta di pensieri e aspettative formulati da persone diverse… con un vissuto diverso:
un lavoro che finalmente gli ha permesso di partire…
dei genitori che finalmente hanno elargito questo regalo...
una vacanza concessa dopo anni di sacrifici, o l’ennesima dell’anno in corso da poter poi raccontare al proprio rientro a persone annoiate che invece non partono mai…
… io sono di quelle persone che non partono mai… almeno non per una vacanza organizzata… e non credo che questo mai accadrà… ma sono una di quelle che parte per raggiungere tutti quelli che ama, con una sola e unica aspettativa:
il loro sorriso…
Siamo ad agosto ormai, e a questo punto dell'estate mi pare che il tempo abbia preso una strana velocità.
Sarà che il tempo non c'è più, ma tutto mi vola via dalle mani adesso.
Non devo e non posso lamentarmi, in realtà sono felice, perchè da qualche parte è scritto che per sentirsi realizzati bisogna fare qualcosa. E così quando rientri a casa la sera ti senti gratificato se il tuo capo ha annuito serio davanti a una cosa che per te invece rappresenta una conquista. Del resto... il suo non dire nulla corrisponde a un "brava" e quindi mi dovrei sentire appagata.
Solo che mi torna in mente la "V" di "visto" che metteva la maestra delle elementari... e che ti faceva sentire triste e insignificante...
Vorrei capire quando e SE una persona può sentirsi realmente appagata dalla vita...
sono ancora nella fase pre-figli... e la situazione è davvero complicata.