Chi sono? Dove sono? Ma soprattutto.. cosa faccio qui?

Probabilmente si tratta di un diario... indirizzato un po' a tutte le persone che mi conoscono e con le quali cerco di mantenere dei contatti, nonostante la distanza. Poi ci sarà anche qualcuno che non mi conosce e si farà strane idee su di me... Il più delle volte mi faccio già due palle io a scriverlo.. figuramioci voi a leggerlo...

Utente: mediomondo
Nome: Anto

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martedì, 24 giugno 2008
Deliri di una pausa pranzo nel parco

Scena:

Lei distesa su una panchina, con la testa poggiata sulle sue gambe.
A: "Da qui vedo perfettamente le tue narici... amore che narici grandi che hai. Sembrano due buchi neri... sì, sono due buchi neri... perchè risucchiano l'aria che gli sta attorno... Amore ma sei pieno di punti neri!!!! No, volevo dire, buchi neri..."
M: "Amore che poesia"
A: "Sì, il tuo viso è il cosmo... I tuoi occhi sono due specchi d'acqua, guarda come sono fluidi... ci si specchia ma non si vede il fondo... ma dipende da dove li guardi... a volte per  un attimo ti viene concesso di osservarlo..."
M: ".... eh sì..."
A: " E la tua bocca...? cosa può essere la tua bocca?"
M: "Uhm...."
A: "Ecco! La tua bocca è la forza di gravità... quando parli gli sguardi sono attratti dalla tua bocca..."
M: "Wow amore... cosa ti sei fumata?"
A: " Poi cos'altro.... le tue orecchie!!! Cosa possono essere le tue orecchie!!?"
M: " Delle parabole Sky!"

Fine della poesia.

Postato da: mediomondo a 07:58 | link | commenti

venerdì, 13 giugno 2008
Antonellina

E’ bastato un messaggio di una mia cugina per farmi tornare alla mente questo nome.

Questo nome sono io.

Sono io Antonellina.

Tante volte ho protestato, tante volte ho chiesto mi si trattasse da “grande”… ma senza successo. Per la mia famiglia ero solo Antonellina, vuoi per distinguermi da mia cugina, vuoi perché ero la nipote più piccola…

Rileggerlo oggi, dopo tutti questi anni, dopo tutta questa distanza, dopo l’assenza di zio, di nonno, mi fa sentire terribilmente vulnerabile e allo stesso tempo serena.

Che bello scoprire che certe cose non si potranno mai perdere... percepire indistintamente il suono “Antonellì!!” nella mia parte più profonda.

Postato da: mediomondo a 13:07 | link | commenti